sabato 26 settembre 2020

Etanbook edizione 2020 - Festival Internazionale del Libro e della Cultura

Il 25 di settembre 2020, ho partecipato alla prima giornata del festival internazionale del libro e della cultura, con grande entusiasmo sono arrivato a Catania alle 11:00, un viaggio fra deviazioni e sorprese varie, non frequentavo quel tratto di strada da circa cinque anni, le buche, i dossi, le dune di sabbia, le deviazioni, le riduzioni da una corsia a due, mi hanno ricordato quella fantastica gruviera dell'autostrada siciliana, siamo unici in tutto anche nella manutenzione autostradale. 
Al mio arrivo Catania si mostra caotica e confusionaria, ma ricca di vita come la ricordavo, scortato da Manuela e Mimmo, cari amici del posto mi accompagnano al maestoso e nobile palazzo Platamone (Ovvero il Palazzo della Cultura di Catania), all'ingresso una ragazza ci chiede nomi, cognomi e di registrarci con numero di telefono ed email, mascherina obbligatoria, le misure previste dal protocollo sono state rispettate.

Subito dopo varcato l'accesso dal portico si ammira l'immenso chiostro poiché un tempo il palazzo fu un monastero.
Dalle ore 11:00 si svolgeva presso l'auditorium C Marchesi, la presentazione del libro "Il cratere Dostoevskij" editore Lekton, alla presentazione sono intervenuta per l'editore Emanuela Anna Calì, l'incontro è stato moderato da Simone Belvedere.
Al termine ho avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con gli editori, tuttavia non ho avuto l'occasione di conoscere lo scrittore per via di alcuni suoi impegni improrogabili, ma sono entrato immediatamente in sintonia quando abbiamo approfondito il tema trattato dal libro:

In realtà il cratere Dostoevskij esiste veramente, ma si trova su plutone, paradossalmente rappresenta un concetto di non di facile comprensione, qualcosa di talmente grande ma molto vicino a Dio, per usare le stesse parole del suo autore Raffaele Montesano, si tratta di "qualcosa di concepibile ma non pienamente afferrabile, ovvero si tratterebbe della capacità che l'uomo ha di pensare cose che non stanno per intero nel suo raggio d'azione".

Il libro raccoglie una serie di racconti, ed intrattiene il lettore con piacere e con uno stile moderno ed elegante, con il tempo avrò il piacere di custodire questo testo e far mio ogni singola parola, cercando di cogliere il significato trasmesso dal suo autore.
Successivamente mi sono fermato per la presentazione del libro di Marisa Fasanella, dal titolo "il mare in corpo" editoreCastelvecchi. In questa occasione ho avuto l'onore di conoscere di presenza Valentina Carmen Chisari, giornalista e redattrice.
In particolare l'autrice ha evidenziato come il suo libro sia rivolto prima di tutto alle donne siciliane, delle donne che hanno dovuto subire e tacere fra le mura domestiche, ma che poi prendevano le loro decisioni, infine Marisa Fasanella ha evidenziato come lei si sente legata al mare, quell'essere immenso che ci culla prima della nascita, ricollegandosi al feto immerso nel liquido amniotico.
Un mare in tempesta, agitato, calmo, un mare visto come specchio dell'animo umano.
Dalla locandina devo ammettere che ci sono moltissimi altri eventi in programma da non perdere, trovate maggiori dettagli al seguente link: Etna Book

Il Festival Internazionale del Libro e della Cultura, con le sue Metamorfosi - Evoluzione e Rivoluzione, si svolgerà dal 25 al 27 settembre presso il Palazzo della Cultura di Catania, l'evento prevede tre giorni ricco di momenti ed attimi ricreativi, di aggregazione sociale e di confronto, che avranno inizio la mattina e finiranno la sera, tutto questo grazie al lavoro svolto dalla direzione organizzativa e del Presidente del Comitato Scientifico Salvatore Massimo Fazio.
Tra gli appuntamenti più importanti bisogna evidenziare l'assegnazione del Premio Letterario “Cultura sotto il vulcano”, la cui premiazione riguarda le sezioni poesia e narrativa/saggio, ed anche la proiezione e premiazione della sezione Booktrailer, un piccolo riconoscimento per la trasposizione cinematografica delle opere letterarie.

Per via dei miei impegni di lavoro quando mi è possibile non mi nego il piacere di partecipare ad una fiera di libri, scrittori, editori e soprattutto dedicata alla cultura, molto probabilmente perché sono una persona molto socievole e comunicativa.
Nell'insieme l'Etna Book, mi ha lasciato un ricordo piacevole, al momento considero tale esperienza come un trampolino di lancio per recensioni più dettagliate, la prossima volta non mancherò di raccogliere anche testimonianze ed interviste varie.
Buona lettura e alla prossima.

Marco di Libri per Noi

domenica 20 settembre 2020

Recensione di: addio fantasmi di Nadia Terranova


Tutti i grandi scrittori hanno avuto il grande merito di stupire ed incantare anche il lettore più scettico, Nadia Terranova già dal titolo del suo romanzo svela fin da subito l'argomento trattato dal libro: l'incertezza della scomparsa e l'abbandono.
Poiché il libro racconta la storia di Ida Laquidara scrittrice, rimasta orfana all'età di tredici anni per via della scomparsa del padre Sebastiano Laquidara, docente di presso l’istituto Filippo Juvarra di Messina. Ovvero, il signor Laquidara una mattina si è semplicemente alzato dal letto per compire il solito “rituale di preparazione per uscire di casa” per poi non tornare mai più. La notizia da una parte è apparsa sui giornali locali, dall'altra parte ha lasciato un grande vuoto nelle vite di Ida e sua madre, le due donne hanno dovuto affrontare il resto degli anni senza il supporto emotivo di un marito e di un padre, cercando di colmare l’assenza di un uomo più simile ad un fantasma che ad una persona realmente esistita.
Ida tornata a Messina e lasciato il suo compagno Pietro a Roma, dovrà affrontare i fantasmi del suo passato e staccarsi dallo spettro di suo padre, ormai scomparso dalla sua vita. 

Secondo il mio punto di vista: Nadia Terranova è una scrittrice degna di nota, un percorso letterario iniziato da libri per bambini e continuato con una carrellata di premi (Addio fantasmi è il secondo romanzo per adulti di Nadia Terranova; vincitore del Premio Martoglio, Premio Subiaco città del libro e del Premio Alassio Centolibri 2019), merito riconosciuto fin dalla nomina del premio Strega nel 2019 appunto con “addio fantasmi” e per via delle sue cospicue vendite.
Infatti, il romanzo in questione mi ha ricordato tantissimo lo stile di Banana Yoshimoto, caratterizzato da un tratto fluido, leggero, tranquillo e carico di nostalgia, ma soprattutto ricco di sentimenti legati al contesto in cui si evolve la trama.
Il linguaggio è sempre colmo di vocaboli nuovi, che mostrano la bravura dell’autrice di creare interesse e non annoiare il lettore.
Anche la divisione dei capitoli in tre parti è ben strutturata (il corpo, la voce e il nome).
Soprattutto, attraverso i ricordi, i rimpianti ed i rimorsi della protagonista si percepisce quel legame troncato tra padre e figlia, perché Ida è una donna cresciuta senza l’affetto e la guida ferma della figura paterna.
Tuttavia, devo ammettere che la Terranova ha una sensibilità e una percezione dei sentimenti dei suoi personaggi così fine che sembra tagliata con il coltello.

Conclusioni: per chi non lo sapesse "addio fantasmi" è un romanzo psicologico, poiché affronta il tema della scomparsa e dell’abbandono, dove la protagonista dovrà rendersi conto di come tale evento ha condizionato i suoi rapporti con la sua migliore amica e alimentato il timore di legarsi alle persone, un tema tristemente condizionato dall'angoscia e dal silenzio dell’attesa incerta, poiché chi è scomparso non si può sapere se sia vivo o morto, ne tanto meno potranno mai saperlo i suoi cari.
Nonostante abbia letto il libro a spizzichi e bocconi, ogni volta mi ha preso tanto tempo senza che me ne rendessi conto, ed è proprio per tale motivo che mi sento vivamente di consigliarlo.

Vi lascio con alcune frasi e curiosità tratte dal libro:

Gli oggetti non sono affidabili, i ricordi non esistono, esistono solo le ossessioni. Le usiamo per tenere la crepa aperta e ci raccontiamo che la memoria è importante, che noi soltanto ne siamo i guardiani. Teniamo la ferita larga perché ci stiano dentro i nostri mali, i nostri timori, stiamo attenti che sia profonda abbastanza da contenere il nostro dolore, guai a lasciarlo vagare.”;

“passiamo l’esistenza a sbattere ciglia e poi un battito, uno solo fra i tanti, cambia direzione e scompiglia ciò che siamo”;

Qui è Natale sullo Stretto: triulu, malanova e scuntintizza”;

“Capii in quel momento cos’è davvero una madre: qualcosa da cui non esiste riparo. Dicono che una madre dà tutto e non chiede niente; nessuno dice invece che chiede tutto e dà ciò che non chiediamo di avere”;

Dettagli sull’edizione italiana:

La copertina: flessibile
Titolo: Addio fantasmi
Autore: Nadia Terranova
Lingua: Italiano
Formato: Brossura
Collana: Stile Libero Big
Casa Editrice: Einaudi
Data di pubbl.: 2018
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Pagine: 208

venerdì 18 settembre 2020

Intervista a Giuseppe Staiti autore del libro: "la risalita di Colapesce"

Inizio questo post, raccontando la mia chiacchierata con Giuseppe Staiti, lettore e scrittore del libro “La risalita di Colapese”.
Raccontami un poco di te da dove nasce questo tuo interesse per la scrittura?
Ciao Marco e grazie per l'intervista innanzitutto. Per quanto mi riguarda i libri sono sempre stati una mia passione imprescindibile: ho cominciato e abbandonato decine di hobby, passatempi, trastulli e sollazzi, ma i libri sono sempre stati presenti nella mia vita. Così, come ogni lettore, in fondo in fondo ho sempre avuto la tentazione di scrivere qualcosa anch'io, aspettavo solo la storia giusta da raccontare.

Com’è nata l'idea di questo libro? 
La mitologia ha sempre occupato un posto particolare tra le mie letture, in questo modo sono venuto a contatto con culture tanto lontane dalla mia, come quella scandinava o giapponese, nonché quelle più mainstream diciamo. E ad un certo punto mi è sorta una domanda paradossale: «perchè abbiamo più interesse per quelle storie lì, e poi non sappiamo nulla della nostra cultura?». Credo che il problema sia che purtroppo spesso si associa la cultura popolare Siciliana a qualcosa di antiquato e desueto, qualcosa che non ha più niente da dire. Eppure io sono convinto del contrario, e proprio su questo si concentra la mia scrittura, cioè sul dare una nuova voce alla mia Sicilia.
Durante la stesura del testo chi ti ha sostenuto?
Sicuramente i miei amici e le nostre infinite sedute di brainstorming, senza di loro Colapesce sarebbe rimasto sul fondo del mare.
In quanto tempo è stato scritto?
È stata un lavoro lungo cinque anni, anche se in modo saltuario. Come mia prima esperienza con la scrittura il difficile è stato calcarmi in un metodo, e senza quella non si mette mai la parola FINE.

Quando hai scritto il libro c'è una particolare categoria di lettore verso cui ti sei rivolto?
In primis a tutti i siciliani che vogliono riscoprire le loro origini, ma anche a tutti gli amanti del fantasy e a chi vuole ascoltare vecchie storie con nuove parole.
Avevi da sempre in mente questo titolo?
Quello viene sempre all'ultimo, ma ho dovuto fare una cernita fra i tanti e tanti titoli già usati accanto al nome di Colapesce, perché su di lui si è detto molto, anche se con poca novità. Come sottolineava già due secoli fa Giuseppe Pitrè, il più grande studioso di cultura popolare, con questa citazione che mi porto sempre dietro: "Nessuno dei Siciliani, [...], attinse a fonti popolari; eppure i Siciliani avevano innanzi a loro il gran libro della tradizione e potevano a tutto loro agio consultarlo. Inesplicabile poi che una tradizione come questa, tutta messinese, non abbia avuto in quella città un amoroso raccoglitore, e che anzi tra tutte le narrazioni storiche della Sicilia, quelle degli scrittori di Messina (...) sono le meno calde di entusiasmo, prive di originalità, scarse di novità, anche minime di circostanze particolari." Insomma la necessità di un seguito era reale già tanto tempo fa.
Dietro la stesura dell’editing ti ha aiutato qualcuno?
Il mio editore Gianluca Buttafarro e il mio editor Ilaria Zapponi.

Come ti è venuta in mente l’idea di questo “intruglio” chiamato Morgana?
Ho voluto giocare con la granita siciliana e leggendo fra le righe se ne può anche leggere la ricetta.
La cultura popolare passa anche per queste cose...
Il tuo libro è pieno di riferimenti alla trazione orale, alle leggende, i miti ed il folklore, in tutto ciò ti sei documentato per interesse personale oppure solamente per la stesura del libro?
È venuto tutto dalla curiosità personale di scoprire quali erano le mie origini e la mia identità culturale, in seguito più andavo a fondo più scoprivo un serbatoio enorme di storie che non aspettavano altro che di essere raccontate, magari questa volta con la possibilità di uscire dalla loro cornice antiquata e prendere le loro scelte.

Per via del finale che non sveliamo, ci sarà un sequel del tuo libro?
Le leggende siciliane sono così tante che sarebbe impossibile inserirle tutte in un solo romanzo, per cui ho in mente una trilogia di romanzi circolari, in cui il tempo non scorre in modo lineare, come per gli uomini, ma in modo ciclico, seguendo la vita dei miti.
C'è in programma un secondo libro?
Sì, e potrebbe uscire a breve.
Con questo libro c'è un messaggio che avresti voluto comunicare?
Forse quello che "le belle storie non finiscono mai". Credo che la grande prova per riconoscere se una storia funziona o meno sia quando ci sorge spontanea la domana "e poi? Come continua?". Per me è sempre stato così ascoltando la storia di Colapesce.
Dopo la pubblicazione del tuo libro sotto quale aspetto è cambiata la sua vita?
Ho cominciato a scrivere per leggere meglio, ora leggo per scrivere meglio.
Un libro o un autore da leggere assolutamente secondo te?
Viaggio al termine della notte di Céline.
Ti è mai venuto il blocco dello scrittore?
No, personalmente credo sia una falso mito della scrittura. Come per ogni altra arte richiede costanza e dedizione e l'unico modo per superare un momento di poca concentrazione è quello di sedersi alla scrivania e non alzarsi fino a quando non ne esce qualcosa.

Ultime domande più personali:

Un libro che secondo te un lettore deve leggere almeno una volta nella vita, qual è? 
Finzioni di Borges, un libro che mi ha fatto esplodere la mente.

domenica 23 agosto 2020

Recensione di: la risalita di Colapesce di Giuseppe Staiti

Mistero, mito e leggenda sono gli ingredienti segreti di Giuseppe Staiti, autore del libro la risalita di Colapesce, se poi aggiungiamo anche un pizzico di originalità e mistero si ottiene il libro che ogni amante del genere fantasy vorrebbe avere fra le mani.
In un luogo  chiamato Trinakria, ed in un tempo lontano un pescatore di nome Nicola ma soprannominato da tutti Cola è tormentato da strani sogni, di cui uno legato ad un castello e ad un monarca. Il pescatore in cerca di risposte e su indicazione degli amici  Grifone e donna Mata è inviato dal saggio Orione, un anziano signore recluso da tempo. Quest’ultimo parla con la lingua dei Cantastorie ed il mistero diventa più fitto.
Cola ricorda poco del suo passato e senza saperlo si ritrova coinvolto in una guerra di secessione fra due fazioni opposte: le Mazze e la FED quest'ultima guidata dal Re Uzeta.
Al fine di liberare il regno di Trinakria e porre fine alle ostilità Cola inizia la ricerca di alcune reliquie magiche e leggendari, prima in compagnia di Tifeo un cavallo parlante e poi di una donna di nome Aretrusa che in realtà è una principessa.
La storia prosegue fra colpi di scena ed altarini che vengono svelati una pagina dopo l’altra fino alla soluzione del puzzle e del misterioso passato di Colapesce.

Secondo il mio punto di vista: Giuseppe Staiti ha il merito di aver riunito un’opera di fantasia, la cultura folklorica, i miti e le leggende popolari della sua terra natia, la Sicilia. Infatti alla fine del romanzo si trovano i riferimenti al mito di: Tifeo, Mata e Grifone, Orione, Don Arcaloro, Persefone, Liotru, Alfeo, Ibla, Dafni, Echenaide e tanti altri.
Non mancano anche i riferimenti bibliografici a culti e miti dell’antica Sicilia, a leggende ed a racconti popolari, ed anche i richiami alla storia di Colapesce.
Un libro frutto della fantasia del suo autore ma con il grande pregio di avere alle spalle un lavoro di ricerca, di documentazione, di analisi e di selezione del materiale storico e culturale, sotto questo aspetto “La risalita di Colapesce” è molto più di un semplice libro per bambini, anche se adatto ad ogni età.
Lo stile narrativo è semplice e scorrevole, anche i dialoghi sono brevi ed inseriti nel giusto contesto, la lettura cammina da sola, anche se all'inizio la storia può sembrare un poco noiosa, dopo il primo capitolo gli eventi corrono fugaci e la trama è incalzante, arricchita di elementi fantastici nuovi con il tratto caratteristico dell’avventura. Personalmente mi ha preso parecchio la parte in cui il protagonista insieme alla principessa Aretrusa cercava una spada leggendaria, in quel momento ero particolarmente curioso di come si fosse evoluta la vicenda.
Anche l’emozioni dei personaggi si evincono con un forte senso di nostalgia e di frustrazione di quel che in passato era stata la Trinakria, ricordi lontani tormentano i personaggi di Giuseppe Staiti ma che il lettore percepisce con affetto.

Giudizio finale: il punto di forza del libro “La risalita di Colapesce” non è la storia fantastica ma le parole in siciliano per non dire in dialetto, che evidenziano il richiamo alla tradizione popolare, tale elemento caratterizza il testo come un’opera unica.
Sinceramente il libro mi ha preso parecchio, il suo autore è stato in grado di sorprendermi ed intrattenermi con una storia fantastica, avventurosa, misteriosa e avvincente. 
Perciò, mi sento libero di consigliare questo libro, vi conquisterà.


Vi lascio con alcune curiosità e frasi estratte da questo splendido libro:

  • “Sembra che a questo mondo siano tutti impegnati verso solo un obiettivo: dimenticare. Quindi qualcuno, per quanto perseguitato possa essere, deve farsi carico dell’impegno di ricordare.”;

  • “Credere che i grandi eroici, gesti, possano salvare il mondo, nella loro unicità capace di fare la differenza. Ma il mondo cerca sempre di conservare la sua inerzia e non basta mai un singolo gesto, a volte neanche la somma di tutti i gesti di una vita a fargli cambiare direzione.” 

Dettagli sull’edizione italiana:
La copertina: flessibile
Lingua: Italiano
Collana: La fantasia
Data di pubbl.: 2019
Copertina: illustrazione di Fabio Franchi
Casa Editrice: La Feluca Edizioni
Genere: Narrativa Fantasy
Pagine: 157

venerdì 21 agosto 2020

Intervista alla libreria enoteca Prospero di Cinzia Orabona

 


Insieme a Cinzia Orabona, titolare dell'Enoteca Libreria Prospero ho scoperto un piccolo angolo segreto di Palermo, un luogo magico dove lettura, buon vino, musica e creatività si mescolano creando un mix originale.
Cinzia mi ha spiegato cosa rende tanto speciale la sua libreria, in laboratorio dove scrittori, lettori, musicisti ed anche curiosi e famiglie con i bambini possono riunirsi, in un clima piacevole ed accogliente.
Ho scoperto che Cinzia è una donna piena di risorse, che con amore, pazienza e passione porta avanti il suo lavoro, in particolare da lei si possono trovare i testi che vengono richiesti di più, anche se sono lontani dalle mode del momento e dalle preferenze di mercato, perché la sua libreria è fatta dalle scelte dei suoi lettori, in più ha il grande pregio di aver creato un piccolo centro culturale di vita e di aggregazione per il suo quartiere, che ovviamente "prospera" grazia alla sua attività.

martedì 18 agosto 2020

Intervista alla libreria vicolo stretto di Catania



Durante la mia intervista alla libreria Vicolo Stretto, abbiamo affrontato l'argomento del legame che sussiste fra le librerie indipendenti ed i lettori, delle varie attività e delle iniziative della libreria Vicolo Stretto.
Abbiamo parlato della storia della Libreria Legatoria Prampolini e della sua connessione con la città di Catania.
Questo ed altro nella mia intervista a Maria Carmela Sciacca titolare di una delle più importati librerie di Catania.

domenica 16 agosto 2020

Recensione di: Il mondo è un’altra cosa di Jacopo Zonca

I buoni amici di solito si aiutano nel momento del bisogno, ma soprattutto si scambiano ottimi consigli in merito alle letture, “il mondo è un’altra cosa” di Jacopo Zonca mi è stato consigliato da Giusy Laganà, collega di lettura e titolare del blog viaggi letterari.
Incantato dalla copertina con la maschera Mempò degli antichi samurai giapponesi, ho iniziato a leggerlo.
Il libro si compone di sei brevi racconti, in ciascuno di questi l’autore racconta episodi della vita di tutti giorni, con un linguaggio a tinte forti e ricco di emotività, ma soprattutto trattando dei temi ricorrenti sulle pagine di cronaca come; un incendio doloso, lo stupro, la violenza sulle donne, la tossicodipendenza, l’abbandono, la depressione e l’uso illecito di armi per attività ed associazioni sovversive ed altro ancora.
Piccoli spaccati narrativi dove ciascuno dei suoi personaggi, risentito dal suo passato cova la sua vendetta, si lascia trascinare dal rancore e desidera trovare uno scopo nella vita. Tutto ciò accade sia per un professore delle superiori provato per la morte della sua compagna, per un ragazzo che tenta vari provini cinematografici per accedere al ruolo di attore, per una donna vampiro innamorata di un uomo che in un lontano passato è stato decapitato dal padre, per un sovversivo con ideali sovranisti che desidera vendicare il figlio.
Ma Zonca è il classico scrittore che non si può raccontare per cogliere la sua visione del mondo ed il suo pensiero bisogna leggerlo.

Secondo il mio punto di vista: Jacopo per me è stata una piacevole e gradita sorpresa, i suoi racconti hanno la magia di tenermi incollato dalla prima all'ultima pagina, il suo stile è nudo, crudo, tagliente, schietto, il linguaggio semplice e scorrevole, la trama è arricchita di continuo di elementi sempre nuovi in grado di accrescere la curiosità del lettore.
Zonca è un mago incantatore in grado d’intrattenere e rapire l’attenzione di un qualsiasi lettore, il punto di forza del libro è data dall'immagine di situazioni reali, ed anche dalla complessità degli argomenti trattati.
Leggendo il libro, l’autore mi ha trasmesso chiaramente lo stato d’animo dei suoi personaggi, dall'animo combattuto e disorientato, in più ha suscitato in me forti emozioni, senza perdersi nella monotonia dei dialoghi, anzi questi sono scarni ma inseriti nel momento esatto durante la narrazione di ogni singolo racconto.

In conclusione: Jacopo è un bravo ragazzo, ma solo in apparenza perché mentalmente crea ed immagina personaggi, situazioni e mondi fuori dall'ordinario.
Tuttavia, ha il grande merito di avermi conquistato con il suo libro, in particolare ho apprezzato il continuo condire della trama con elementi sempre nuovi; ad esempio: il testo richiama il film Nosferatu, The Neon Demon di Refn e poi scrittori come Chechov, Molièer, Pinter.
In particolare, si nota anche come cambia lo stile narrativo da un racconto all'altro senza trascurare l’emotività dei personaggi, mantenendo sempre un pizzico di originalità e di senso del reale.
Tirando le somme, posso urlare al popolo dei lettori di leggere "il mondo è un’altra cosa" di Jacopo Zonca, poiché da oggi è uno dei miei libri preferiti.

Vi lascio con alcune curiosità e frasi estratte da questo splendido libro:

  • “Basta pensare troppo. Bisogna essere grati per quello che si ha. Saper pensare è come avere in mano una pistola che puoi usare per difenderti e allo stesso tempo puntarti alla tempia.”;

  • “E’ terribile sentire qualcosa dentro di te che ti vuole distruggere e doverlo affrontare da soli.”;

  • “Non è vero che se si ama veramente qualcuno lo si deve lasciare andare, perché quando si ama veramente una persona la si vuole ad ogni costo, anche rinunciando a una parte di se stessi che ritrovi solo con lei, e puoi finalmente sentirti completo, ma non è vero che l'amore è anche istinto di distruzione. Questo mai, questo non è amore.”;

  • “Ho l’onore e l’onere di essere la loro guida. Il vero Maestro non è quello che indottrina e obbliga, ma quello che eleva le coscienze di chi ha di fronte verso qualcosa di superiore”;

  • “Da quando sono uscito il mio desidero di rivoluzione non è cambiato, anzi si è fortificato, diventando più limpido e chiaro. Chi non ha uno scopo nella vita è già un prigioniero sena rendersene conto.”;

  • “Le grandi imprese non si compiono da sobri” – Hagakure, il codice dei samurai;

  • “Il talento sta nelle scelte” – Robert De Niro;

 

Dettagli sull’edizione italiana:

La copertina: Flessibile
Titolo: Il mondo è un’altra cosa
Autore: Jacopo Zonca
Lingua: Italiano
Data di pubbl.: Aprile 2020
Casa Editrice: Epika edizioni
Rilegatura: Brossura
Genere: Narrativa
Pagine: 188