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sabato 26 dicembre 2020

Intervista a Diego Galdino autore del libro: una storia straordinaria

 

Prima di tutto chi è DiegoGaldino, autore del libro “una storia straordinaria” pubblicato con leggereditore (2020).
Mi racconti un poco di lei e da dove nasce questo tuo interesse per la scrittura?
Sono un uomo normalissimo che si divide tra il lavoro di barista, la famiglia e la scrittura. Ho iniziato a scrivere per una ragazza a cui ero molto legato. Ho deciso di scrivere una storia d'amore che a differenza della mia finisse bene. Quella storia mi ha fatto capire che forse non ero nato solo per fare i caffè anche se poi il successo letterario nazionale e internazionale è arrivato proprio grazie ad un libro che parlava di un Bar e di un barista.
Com’è nata l'idea di questo libro? 
Una storia straordinaria nasce nel momento in cui mi sono chiesto cosa avrei fatto io se mi fosse stata tolta improvvisamente la possibilità di guardare le persone che amo, la mia città, i film. Il libro è la risposta a questa domanda. 

Durante la stesura del testo è stato supportato da qualcuno in particolare?
Sono uno scrittore estremamente solitario. Non amo condividere con nessuno i momenti in cui mi dedico alla creazione delle mie storie.

In quanto tempo è stato scritto?
Quando inizio a scrivere un romanzo ce l'ho già tutto nella testa,  dalla prima all'ultima scena, quindi per buttare giù la prima stesura mi bastano un paio di mesi.


Quando hai scritto il libro c'è una particolare categoria di lettore verso cui lei si è rivolto?
Le mie sono favole per adulti, sono indirizzate principalmente a tutti quelli che traggono conforto dalla lettura.

Aveva da sempre in mente questo titolo? 
Diciamo che il titolo mi è stato suggerito dal mio agente letterario Vicki Satlow che un bel giorno mi ha detto..."In questi anni hai scritto tante bellissime storie, ora è giunto il momento che tu scriva una storia straordinaria."  
In questo suo ultimo romanzo si respira anche un po’ di cinema. 
Cos’è per lei il cinema e da questo punto di vista come vede Roma?
Il cinema è una componente fondamentale della mia esistenza, come del resto lo è Roma. Diciamo che nel mio cuore queste due grandi passioni si uniscono in un film...Vacanze romane. 

Il primo caffè del mattino, pubblicato con la casa editrice del Gruppo Mondadori (2013),
è stato definito un caso letterario (di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografici?) 
lei cosa ne pensa?
Penso che sono felice di aver scritto un libro capace di restare scolpito nel cuore e nella mente di chi ha deciso di dargli una possibilità leggendolo.

Per la figura di Luca e Silvia ha preso spunto da persone realmente esistenti nella sua vita?
Luca e Silvia sono solo frutto della mia fantasia. O magari sono una mia proiezione.

Secondo lei perché i suoi libri hanno successo anche all’estero?
Credo che la città di Roma come ambientazione sia un grande richiamo per i lettori stranieri, poi mettiamoci il caffè, l'amore, il resto viene da se. 
Pensa a volte di risultare troppo sentimentale o adolescenziale? 
Chi legge i miei romanzi sa cosa l'aspetta, la verità di un amore senza se e senza ma, un amore che non si domanda dove sarà domani, ma che vive il presente come se i giorni a venire fossero una serie infinita di presenti.

Lei ha il pregio di affascinare il lettore con espressioni romantiche e con riferimenti al cinema ed alla musica, possiamo definire Diego Galdino il Nicolas Sparks italiano?
È una definizione che mi porto dietro fin da quando ho iniziato a scrivere. È molto lusinghiero essere paragonato al più grande scrittore di romanzi d'amore al mondo. Ma al momento è un paragone che non regge, lui è ancora di un altro pianeta, una stella polare per chi come me scrive seguendo i passi dell'amore. 

Perché scrivere un libro sull'amore e non un giallo oppure un altro genere? 
Perché sono follemente innamorato dell'amore e perché quando mi chiedono se i miei libri sono autobiografici penso a quando fanno la stessa domanda a Stephen King.

Cosa pensa di aver aggiunto a questo suo ultimo lavoro letterario, in relazione ai suoi precedenti libri? 
La capacità di scrivere una storia che non ha avuto bisogno di alcun cambiamento.


Ultime domande più personali:

Dopo la pubblicazione del suo primo libro sotto quale aspetto è cambiata la sua vita?
Sì è fatta più impegnativa, ma di sicuro estremamente appagante. Prima pensavo di essere solo un barista scrittore, dopo Il primo caffè del mattino ho iniziato a capire di essere in realtà uno scrittore barista. 
Un libro o un autore da leggere assolutamente secondo lei?
Senza alcun dubbio Jane Austen e il suo Persuasione. 

Gentile Diego Galdino, la ringrazio di vivo cuore per il suo tempo e per la sua disponibilità.
A presto.

Marco Mandarano di Libri per noi

Recensione di: la felicità sulla porta di casa di Jason F. Wright

Il Natale non è solo alberi con palline rosse o bianche e luci colorate, addobbi vari, nastri rossi e vischio appeso alla porta, ma per Jason F. Wright la festa del 25 dicembre è un evento senza fine che dura tutto l'anno. L'autore nel suo libro; "la felicità sulla porta di casa" ha colto la generosità tipica di questa festa con i suoi doni, facendosi che per una famiglia in particolare potesse diventare uno stile di vita, basta vivere in proiezione del Natale per tutto l'anno, la chiave è semplicemente un barattolo, un dono speciale, con una sua storia, ovvero con la sua tradizione.
Tutto inizia il 25 dicembre, quando Hope Jensen, in un momento particolarmente difficile della sua vita riceve sulla porta di casa un barattolo di vetro pieno di monete, avvolto in un grande fiocco rosso, nessun biglietto, nessuna traccia del suo benefattore. Nonostante il regalo riesca a strappargli un sorriso, dopo tanto tempo, Hope aspirante giornalista per una rivista di rilievo, inizia ad investigare sull'accaduto, scoprendo che in passato anche altre famiglie o persone hanno ricevuto in momenti difficili della loro vita lo stesso magico dono, da quel momento in poi la loro vita è cambiata in positivo per sempre.
Le ricerche di Hope, la porteranno in una bottega di un artigiano, il signor Adam Maxwell, per scoprire le origini di questa generosa tradizione del barattolo di Natale.

Secondo il mio punto di vista: questo libro dimostra quanto possa essere grande il cuore umano, quanto possa essere prezioso ogni gesto, anche il più piccolo e quanto questo possa cambiare la vita di una persona.
L'insegnamento principale è dato dal valore della solidarietà e della generosità verso il prossimo, perché la storia ruota interamente sulle ricerche di Hope per scoprire il gentile benefattore del barattolo, raccogliendo le varie testimonianze di chi ha colto quel gesto come un segno dal cielo, quasi fosse un'evento inaspettato per acquistare fiducia in se stessi e cambiare la propria vita.
Secondo me Hope con il ritrovamento del barattolo, scorge finalmente un senso nella propria esistenza, che non è data solamente dalla ricerca del misterioso benefattore, ma anche dalla possibilità di riprendere in mano la sua vita dopo la scomparsa di Louise Jensen, la sua madre adottiva.
Lo stile è piacevole e scorrevole, caratterizzato da un linguaggio semplice ed elementare, i capitoli sono brevi, per questi motivi il libro è fluido e si legge brevemente in poco tempo, ma soprattutto Jason F. Wright, ha il grande dono di aver costruito una storia senza lasciare nulla al caso.
Esattamente, sono rimasto sorpreso da un lato dallo scorrere della trama e dal concatenarsi degli eventi, in modo naturale e lineare, dall'altra parte dal senso di leggerezza e dall'emozione che porta a riflettere sulle proprie azioni e su quanto un gesto, che può apparire piccolo, possa scuotere l’animo umano fin dal profondo.

Conclusioni: dopo aver scoperto con grande sorpresa questo libro con il gruppo di lettura di cui faccio parte, come per magia una ragazza di mia conoscenza ha improvvisamente iniziato a regalare "la felicità sulla porta di casa" alle persone più care, allora questo libro è magico veramente.
Nell'insieme la storia di Hope ed il mistero del barattolo con il nastro rosso mi ha coinvolto fin dalla sua prima apparizione, non mi sono per nulla annoiato, tuttavia, questo libro ha venduto oltre mezzo milione di copie in tutto il mondo un motivo deve pur esserci. 
Rimango del parere che la generosità e la solidarietà vengono sempre premiate, ma in realtà come molti avranno già compreso, questo bellissimo e piacevole libro nasconde qualcosa di più fra le sue pagine.
Se ne avete l'occasione per Natale regalatevi questo libro vi cambierà la vita.

Vi lascio con alcune frasi tratte dal libro:

  • "Jingle bell, jingle bel, jingle bell rock,
    metterò il frac e anche il papillon
    la band vi suona il jazz di Natale
    per una vigilia musicale!
    Fanciulle in delirio e ragazzi scalmanati
    Tutti in pista estasiati.
    Anche Broadway con noi ballerà
    E il pubblico impazzirà"

  • "Quel sedile era vuoto. E dietro al volante, al posto della sorridente diciottenne dalle mille potenzialità non ancora messe a frutto, c’era invece una venticinquenne smarrita che pur facendo la giornalista era ancora intrappolata tra le maglie delle potenzialità non espresse e con due enormi voragini nel cuore."

  • "Nonostante fosse ormai di mezza età, nonostante facesse la donna delle pulizie e non fosse mai stata sposata e soprattutto non fosse nelle condizioni economiche di potersi assumere la responsabilità di un’altra bocca da sfamare, Louise sapeva che quel momento non era capitato per caso."

  • "Un mistero da favola come quello sembrava fatto apposta per sua madre. “Lo risolverò per noi”, pensò. Nella sua mente si rincorrevano già teorie di ogni tipo e lo sguardo le si posò su una foto di loro due insieme appesa alla parete di fronte. “E poi ne farò un articolo.”

Dettagli sull'edizione italiana:

La copertina: rigida;
Titolo: La felicità sulla porta di casa;
Autore: Jason F. Wright;
Collana: Narrativa;
Casa editrice: Garzanti;
Data di pubbl.: 12 Novembre 2020
Genere: Narrativa;
Pagine: 144

giovedì 19 novembre 2020

Recensione di: Coreline di Neal Gaiman

Molto spesso accade di vedere nei bambini, una forza ed una determinazione, accompagnata da una purezza d'animo non presente negli adulti. Mostri sotto il letto, uomini neri e scherzi della notte hanno da sempre destato il sonno dei più piccoli, tuttavia, Neal Gaiman nel suo libro "Coreline" ci racconta il coraggio e la paura della protagonista davanti "un entità cattiva" che tiene in ostaggio i suoi genitori.
La piccola Coreline Jones attraverso una porta magica presente nell'appartamento di casa sua, si ritroverà in un mondo molto bizzarro, abitato da gatti e topi parlanti, con dei genitori chiamati come "l'altro padre" e "l'altra madre" dalle sembianze non umane ma molto somiglianti alla sua vera famiglia,
Attraverso stratagemmi vari e per mezzo delle sue doti da esploratrice riuscirà a salvare le anime dei bimbi ed i suoi genitori intrappolati in questa dimensione surreale.

Secondo il mio punto di vista: bisogna considerare che il romanzo è stato scritto in due momenti differenti della vita del suo autore, ed infatti è stato iniziato per la figlia più piccolina di nome Holly e terminato per la seconda figlia Maddy, poiché la storia si può scindere in due tempi differenti: un prima parte relativa alla descrizione del mondo di Coreline e delle sue visite alle vicine di casa Miss Spink e Miss Forcible, mentre tutto ciò si svolge in un clima sereno con un pizzico di mistero.
La seconda parte è interamente dedicata al coraggio della protagonista ed alla purezza dei suoi sentimenti per fuggire da quel mondo tetro ed inquietante dove sono prigionieri i suoi genitori.
Dal canto mio Coreline è un romanzo fantasy straordinario, perché Neal Gaiman riesce a costruire una fitta rete di elementi e per mezzo dei vari indizi danno corpo alla storia, elementi semplici come ad esempio un sassolino bucato, piccoli oggetti consuetudinari per i più piccoli incrementano la curiosità del lettore.
Il filo narrativo si muove in un clima fantastico ma inquietante con sfumature tetre e dark, nonostante tutto, grazie alla semplicità dei luoghi, dei dialoghi e dei sentimenti cristallini e genuini propri dei bambini come Coreline, il suo autore rende unica questa storia, senza mai apparire scontato e senza mai annoiare.
Anche il linguaggio è molto elementare, scorrevole, semplice e diretto, per questo motivo Coreline appare come un testo indicato per più piccoli, ma in grado di far sognare anche gli adulti.

Conclusioni: L’autore riesce a trasportare anche i lettori più adulti ancora una volta nel mondo delle paure dell’infanzia, interrogandosi su concetti profondi come il senso di identità od appartenenza.
La lettura di Coreline per me è stata una gradita e piacevole sorpresa, un libro misterioso e fantastico.

Vi lascio con alcune curiosità tratte da questo splendido libro:

Dettagli sull’edizione italiana:

La copertina: Flessibile
Formato: Brossura
Titolo: Coreline
Autore: Neal Gaiman
Lingua: Italiano
Collana: Oscar Bestsellers
Data di pubbl.: 24 febbraio 2004
Casa Editrice: Mondadori
Traduttore: Maurizio Bartocci
Illustratore: D. McKean
Genere: Romanzo Fantasy
Pagine.182

venerdì 18 settembre 2020

Intervista a Giuseppe Staiti autore del libro: "la risalita di Colapesce"

Inizio questo post, raccontando la mia chiacchierata con Giuseppe Staiti, lettore e scrittore del libro “La risalita di Colapese”.
Raccontami un poco di te da dove nasce questo tuo interesse per la scrittura?
Ciao Marco e grazie per l'intervista innanzitutto. Per quanto mi riguarda i libri sono sempre stati una mia passione imprescindibile: ho cominciato e abbandonato decine di hobby, passatempi, trastulli e sollazzi, ma i libri sono sempre stati presenti nella mia vita. Così, come ogni lettore, in fondo in fondo ho sempre avuto la tentazione di scrivere qualcosa anch'io, aspettavo solo la storia giusta da raccontare.

Com’è nata l'idea di questo libro? 
La mitologia ha sempre occupato un posto particolare tra le mie letture, in questo modo sono venuto a contatto con culture tanto lontane dalla mia, come quella scandinava o giapponese, nonché quelle più mainstream diciamo. E ad un certo punto mi è sorta una domanda paradossale: «perchè abbiamo più interesse per quelle storie lì, e poi non sappiamo nulla della nostra cultura?». Credo che il problema sia che purtroppo spesso si associa la cultura popolare Siciliana a qualcosa di antiquato e desueto, qualcosa che non ha più niente da dire. Eppure io sono convinto del contrario, e proprio su questo si concentra la mia scrittura, cioè sul dare una nuova voce alla mia Sicilia.
Durante la stesura del testo chi ti ha sostenuto?
Sicuramente i miei amici e le nostre infinite sedute di brainstorming, senza di loro Colapesce sarebbe rimasto sul fondo del mare.
In quanto tempo è stato scritto?
È stata un lavoro lungo cinque anni, anche se in modo saltuario. Come mia prima esperienza con la scrittura il difficile è stato calcarmi in un metodo, e senza quella non si mette mai la parola FINE.

Quando hai scritto il libro c'è una particolare categoria di lettore verso cui ti sei rivolto?
In primis a tutti i siciliani che vogliono riscoprire le loro origini, ma anche a tutti gli amanti del fantasy e a chi vuole ascoltare vecchie storie con nuove parole.
Avevi da sempre in mente questo titolo?
Quello viene sempre all'ultimo, ma ho dovuto fare una cernita fra i tanti e tanti titoli già usati accanto al nome di Colapesce, perché su di lui si è detto molto, anche se con poca novità. Come sottolineava già due secoli fa Giuseppe Pitrè, il più grande studioso di cultura popolare, con questa citazione che mi porto sempre dietro: "Nessuno dei Siciliani, [...], attinse a fonti popolari; eppure i Siciliani avevano innanzi a loro il gran libro della tradizione e potevano a tutto loro agio consultarlo. Inesplicabile poi che una tradizione come questa, tutta messinese, non abbia avuto in quella città un amoroso raccoglitore, e che anzi tra tutte le narrazioni storiche della Sicilia, quelle degli scrittori di Messina (...) sono le meno calde di entusiasmo, prive di originalità, scarse di novità, anche minime di circostanze particolari." Insomma la necessità di un seguito era reale già tanto tempo fa.
Dietro la stesura dell’editing ti ha aiutato qualcuno?
Il mio editore Gianluca Buttafarro e il mio editor Ilaria Zapponi.

Come ti è venuta in mente l’idea di questo “intruglio” chiamato Morgana?
Ho voluto giocare con la granita siciliana e leggendo fra le righe se ne può anche leggere la ricetta.
La cultura popolare passa anche per queste cose...
Il tuo libro è pieno di riferimenti alla trazione orale, alle leggende, i miti ed il folklore, in tutto ciò ti sei documentato per interesse personale oppure solamente per la stesura del libro?
È venuto tutto dalla curiosità personale di scoprire quali erano le mie origini e la mia identità culturale, in seguito più andavo a fondo più scoprivo un serbatoio enorme di storie che non aspettavano altro che di essere raccontate, magari questa volta con la possibilità di uscire dalla loro cornice antiquata e prendere le loro scelte.

Per via del finale che non sveliamo, ci sarà un sequel del tuo libro?
Le leggende siciliane sono così tante che sarebbe impossibile inserirle tutte in un solo romanzo, per cui ho in mente una trilogia di romanzi circolari, in cui il tempo non scorre in modo lineare, come per gli uomini, ma in modo ciclico, seguendo la vita dei miti.
C'è in programma un secondo libro?
Sì, e potrebbe uscire a breve.
Con questo libro c'è un messaggio che avresti voluto comunicare?
Forse quello che "le belle storie non finiscono mai". Credo che la grande prova per riconoscere se una storia funziona o meno sia quando ci sorge spontanea la domana "e poi? Come continua?". Per me è sempre stato così ascoltando la storia di Colapesce.
Dopo la pubblicazione del tuo libro sotto quale aspetto è cambiata la sua vita?
Ho cominciato a scrivere per leggere meglio, ora leggo per scrivere meglio.
Un libro o un autore da leggere assolutamente secondo te?
Viaggio al termine della notte di Céline.
Ti è mai venuto il blocco dello scrittore?
No, personalmente credo sia una falso mito della scrittura. Come per ogni altra arte richiede costanza e dedizione e l'unico modo per superare un momento di poca concentrazione è quello di sedersi alla scrivania e non alzarsi fino a quando non ne esce qualcosa.

Ultime domande più personali:

Un libro che secondo te un lettore deve leggere almeno una volta nella vita, qual è? 
Finzioni di Borges, un libro che mi ha fatto esplodere la mente.

mercoledì 22 luglio 2020

Recensione di: Meraviglioso di Felicita Magarini


Difficilmente il sequel o il secondo capitolo di un film di successo, riceve da parte del pubblico le stesse aspettative del suo predecessore, Felicita Magarini, mi aveva dato appunto l'impressione di aver lasciato qualcosa in sospeso nel suo Nelli, punti chiave della storia in cerca di una spiegazione esaustiva.
Nel secondo libro, la scrittrice racconta le vicissitudini di Nelli, alle prese con i suoi sentimenti per Semdy, nel pacifico e tranquillo paese di Monteverde. Il romanzo inizia con Nelli sempre indaffarata con la fattoria, in compagnia di sua nonna Beatrice e Melody, per poi proseguire con una finestra del rapporto fra Semdy e la protagonista. Tale legame nonostante sia messo duramente alla prova, cresce e si rafforza con l'amore versi i propri cavalli, Furore e Stella, dai cui nascerà un piccolo puledro di nome Merveilleux ovvero Meraviglioso.
Il resto della storia è tutto da leggere, non mancheranno colpi di scena per una trama scorrevole ma dai risvolti imprevedibili, salvo la fine che non poteva concludersi con un matrimonio (Appena sarebbe tornato Don Dino per usare le parole della nonna Beatrice).

Il mio punto di vista: dalla stesura di Nelli, Felicita Magarini ne ha fatta di strada a cavallo o senza poco importa, ma i progressi saltano all'occhio, per via di uno stile da sempre scorrevole ma con maggiori dettagli nella descrizione dell'emozioni dei personaggi, peculiarità unica per tale scrittrice, anche le ambientazioni sono abbastanza curate. Leggendolo ho avuto la sensazione di seguire due filoni paralleli ed intrecciati fra di loro, da una parte le vicende ed i litigi fra Nelli e Semdy, dall'altra il loro rapporto verso i cavalli Stella e Furore.
Chiaramente il nome meraviglioso oltre ad essere il nome del piccolo puledro è la chiave di questo rapporto, perché "Meraviglioso" non poteva essere titolo più indicato per rappresentare metaforicamente i sentimenti di Nelli verso la vita e l'amore del suo compagno.
Il romanzo segue un filone narrativo chiaro e svela alcuni particolari anche del primo romanzo, basti pensare che la copertina con la lince del primo libro non è del tutto casuale, con un chiaro riferimento al desiderio di Nelli di aprire un centro veterinario per specie animali protette, fra cui la lince rossa.
Dal libro traspare una grande empatia, una tempesta d'emozioni frutto della vita dell'autrice di cui emergono dei riferimenti autobiografici, tutto ciò perché per descrivere uno stato d'animo bisogna viverlo prima di tutto. Altresì, l'impaginazione è lineare con piccoli spazi e soste fra i dialoghi, questo punto è stato per me particolarmente gradito perché permette al lettore di prendere fiato.

Conclusioni: Meraviglioso è un libro da leggere lentamente e con tranquillità, sicuramente per apprezzarlo è necessario sfogliare Nelli, altrimenti il lettore non coglie la connessione con il testo precedente. Nonostante mi trovo davanti un testo di circa 200 pagine, devo ammettere di non averle sentite per nulla, la vita sentimentale di Nelli ha colto in pieno il mio interesse suscitandomi grande curiosità, tirando le somme posso affermare che Felicita Magarini mi ha fatto sognare, sorpreso ed incantato e spero anche a voi.

Vi lascio con alcune curiosità e frasi estratte da questo splendido libro:

  • “Vedi, te lo dico sempre che ha preso da me, tranne il fatto che non sa cucinare, però in compenso mangia, e si ingozza come un’oca, strano che tu non te ne sia accorta.”;
  • “Quando è venuta giù la montagna pensava che avesse coperto monte Falco, la tua casa, è impazzita, è corsa via su per la montagna per venire da te! Per fortuna l’ha trovata il mio Pilip, altri trenta minuti e non c’era più, assideramento. Poi, cosa ci sta facendo passare! Piange, piange, piange sempre perché ti ama e non ti vuole perdere, aveva il terrore che tu te ne stessi andando... non ti dico...”;  
  • “Io lo so, io lo so... si chiamerà DUE ALI PER LA LIBERTÀ! 
  • “In Meraviglioso esiste un amore che non ha corpo, è l’amore del cuore, è imprendibile, persistente e spesso fa male, ma non puoi farne a meno, MERAVIGLIOSE sono le persone che rimarranno indelebili nella mia mente, persone che mi mancheranno sempre, persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita”

Dettagli sull’edizione italiana:


La copertina: Flessibile
Titolo: Meraviglioso
Autore: Felicita Magarini
Lingua: Italiano
Data di pubbl.: maggio 2020
Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci. Strade
Genere: Narrativa
Pagine: 214 pagine